“Oggi più che mai è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta, è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità.”
Elisa Springer
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Con il termine Olocausto, a partire dalla seconda metà del XX secolo, si indica il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d’Europa e, per estensione, lo sterminio nazista di tutte le categorie ritenute “indesiderabili”, che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni, tra cui 5-6 milioni di ebrei, di entrambi i sessi e di tutte le età.
L’eliminazione di circa i due terzi degli ebrei d’Europa venne concepita, organizzata e portata a termine dalla Germania nazista mediante un complesso apparato amministrativo, economico e militare che coinvolse gran parte delle strutture di potere del regime, con uno sviluppo progressivo che ebbe inizio nel 1933 con la segregazione degli ebrei tedeschi. Lo sterminio proseguì estendendosi a tutta l’Europa occupata dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, con la deportazione, culminando a partire dal 1941 con lo sterminio fisico perpetrato con eccidi di massa sul territorio da parte dei reparti speciali, e soprattutto ricorrendo a strutture di annientamento appositamente predisposte (campi di sterminio), in cui si attuò quella che i nazisti denominarono soluzione finale della questione ebraica.
L’annientamento degli ebrei nei centri di sterminio non trova nella storia altri esempi a cui possa essere paragonato, sia per le sue dimensioni e caratteristiche tecnico-organizzative, sia per i mezzi dispiegati dalla macchina di distruzione nazista.
Tuttavia, l’idea della “unicità della Shoah”, in quanto incommensurabile e non confrontabile con ogni altro evento, è tutt’ora oggetto di discussione.
Sono passati 71 anni da quando furono abbattuti, il 27 gennaio 1945, i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.
Nonostante la data sia diventata occasione di commemorazione e ricordo internazionale, teorie negazioniste continuano a circolare in rete e vengono rilanciate su numerose pubblicazioni. E sulla Shoah continuano a circolare una serie di bufale complottistiche: dal numero di morti all’esistenza delle camere a gas, passando per il discusso documentario di Alfred Hitchcock. Diverse sono le tesi che hanno cercato di dipingere il dramma della Shoah alla stregua di un falso storico o di una manipolazione realizzata ex post.
Si nega che il regime hitleriano abbia pianificato di sterminare gli ebrei, si nega l’utilizzo omicida delle camere a gas e si riduce il numero degli ebrei uccisi nei lager a proporzioni più basse, attribuendo la morte a malattie contratte nei campi o ad eventi correlati al secondo conflitto mondiale. Secondo i negazionisti la Shoah non sarebbe altro che una truffa ordita dal popolo ebraico per legittimare l’esistenza dello Stato d’Israele e colpevolizzare le nazioni occidentali, Germania in primis, a scopo economico.