Concorso Shoah


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FILMOGRAFIA

“Quelli che non ricordano il passato sono condannati a riviverlo.”
Primo Levi


Il cinema ha sempre aiutato a mantenere vivo, attraverso la forza incisiva delle immagini, il ricordo della Shoah intrecciandosi con l'antifascismo, la rimozione collettiva, e i fantasmi dell'eredità fascista.

Il cinema è diventato, come affermato dallo storico Christian Delage, “uno dei principali mezzi di percezione e di conoscenza della Shoah”., quindi, una lista dei film più popolari sul tema.






Il diario di Anna Frank (1959)

Amsterdam, 1945: Otto Frank è l'unico sopravvissuto della sua famiglia e ritorna dal campo di sterminio in cui era internato. Arrivato nella soffitta dove si era nascosto pochi anni prima insieme alle figlie Anna e Margot e alla moglie ritrova il diario scritto da Anna nel nascondiglio. Leggendolo la sua mente ritorna al 1942 quando la sua famiglia ed un'altra famiglia anch'essa di confessione ebraica per trovare scampo all'arresto delle SS (chiamate nel film Polizia verde) si rifugiarono, grazie all'aiuto di comuni amici, in una soffitta che si trovava sopra una fabbrica nascosta, nel centro di Amsterdam. La narrazione riprende in presa diretta, scandita dalle pagine scritte da Anna sul suo diario.



KAPò (1960)

Edith è un'adolescente ebrea che in un attimo si trova gettata nell'inferno di un campo di sterminio tedesco in Polonia. Nell'incubo che sta vivendo vede morire gassati i suoi genitori. Lo spirito di sopravvivenza fortissimo nella giovane donna fa sì che Edith accetti lo stratagemma di un medico del campo che impietosito la fa passare per Nicole Niepas, una francese criminale comune appena morta. In questo modo la giovane sopravvive al prezzo di diventare essa stessa Kapò, guardiana dei prigionieri e crudele aguzzina delle compagne di prigionia che la odiano forse più degli stessi tedeschi.





Schindler's List - La lista di Schindler (1993)


Ispirata al romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally e basata sulla vera storia di Oskar Schindler, imprenditore che salvò la vita a decine di ebrei durante la seconda guerra mondiale.



JONA che visse nella balena (1993)

Jona Oberski è un bambino di quattro anni che vive ad Amsterdam durante la seconda guerra mondiale dal 1942 al 1945. Dopo l'occupazione della città da parte dei tedeschi, viene deportato nel campo di Bergen-Belsen insieme a tutta la sua famiglia.
Qui Jona passerà tutto il periodo della guerra, in una baracca con sua madre, ma separato dal padre. Il bambino subisce freddo, fame, paure, sofferenze, angherie anche da parte degli altri ragazzi. Sono rarissimi i casi in cui viene trattato con gentilezza: solo il cuoco del lager che dopo morirà e il medico dell'ambulatorio (perché corrotto dalla madre con i sigari del padre per incontrare quest'ultimo) sono carini con lui. Il destino dei genitori di Jona è tragico; il padre muore stremato nel fisico, la madre, Anna, muore semidelirante in un ospedale, dopo la fine della guerra.



BENT (1997)

A Berlino nel 1934, Max frequenta i cabaret della capitale del Reich e convive con Rudy, un ballerino da cabaret.

Dopo l'assassinio brutale di un SA con cui aveva trascorso la notte da parte delle SS, comincia una fuga tragica insieme a Rudy, che viene presto ucciso, e che termina a Dachau. Max, che porta la stella gialla degli Ebrei, incontra Horst che porta il triangolo rosa degli omosessuali. Insieme cercano di sopravvivere nel campo di concentramento.



LA vita è bella (1997)

Orefice Guido, cameriere e poi libraio nell' Italia del ventennio, ha sposato una maestrina ricca, ed è ebreo. Esattamente come il suo vecchio zio, e come Orefice Giosué, il suo bambino. Come tutti gli ebrei, i tre sono stati caricati su un camion, poi su un treno, e portati in un campo di concentramento, dove Guido, con un coraggio da leone, inventa un gioco, perché Giosué non si spaventi e riesca, magari, a sopravvivere.


LA zona grigia (2001)

La zona grigia è un film di Tim Blake Nelson del 2001 in parte basato sul racconto "Auschwitz: A doctor's eyewitness account" di Miklos Nyiszli. Nel famoso campo di concentramento ad Auschwitz si sterminano numerosi ebrei. In esso sono operanti anche gli Sonderkommando, squadre particolare di internati giudei che vengono costretti dagli aguzzini nazisti ad attendere al regolare funzionamento delle camere a gas. Se si rifiutavano morivano, altrimenti avrebbero vinto qualche mese di vita in più. Nonostante questo tentano di mettere in piedi una rivolta, la sola mai tentata nel campo.


IL Pianista (2002)

Wladyslaw Szpilman, un pianista di talento, ebreo polacco, sfugge alla deportazione. Costretto a vivere nel cuore del ghetto di Varsavia, ne sperimenta tutte le sofferenze, le umiliazioni e le lotte. Riesce a fuggire e si nasconde fra le rovine della capitale. Un ufficiale tedesco lo aiuta a sopravvivere.



Perlasca. Un eroe italiano

Giorgio Perlasca, un commerciante di carni di Padova, è un fascista convinto, tanto da lasciare la casa e il lavoro per combattere nell'esercito di Francisco Franco durante la guerra civile spagnola. L'armistizio di Cassibile lo sorprende in Ungheria, dove assiste sconvolto alle persecuzioni ai danni degli ebrei. Giorgio ha un attestato firmato dal generale Franco che gli potrebbe valere la fuga in Italia dove sua moglie lo sta aspettando, ma decide di non usarlo per rimanere a Budapest, con l'intenzione di strappare alla morte quanti più ebrei possibile. Si presenta con il suo documento all'ambasciata spagnola e riesce a farsi passare dai nazisti per console spagnolo, rischiando la vita. Protetto dall'alta carica inganna i tedeschi, evita l'incendio del ghetto di Budapest e strappa ai campi di concentramento un gran numero di ebrei (un po' più di 5000). Dopo due anni Giorgio ritorna in Italia, senza raccontare a nessuno ciò che ha fatto. La sua storia viene alla luce nel 1988 quando due delle donne ungheresi che aveva salvato lo rintracciano a Padova.






Senza destino (2005)

Basato sul romanzo autobiografico di Imre Kertész, il film racconta la prigionia dello scrittore ungherese ebreo deportato, da bambino, nei campi di concentramento di Auschwitz e Buchenwald. Quella che era un'infanzia felice e spensierata si trasforma presto in una maturità dolorosa, vissuta in un vortice di crudeltà e degenerazione.



Il bambino con il pigiama a righe (2008)

Bruno è un bambino di otto anni curioso, intraprendente e appassionato d'avventura che, nella Germania degli anni Quaranta, durante la Seconda Guerra Mondiale, vive con la sua famiglia a Berlino. Un giorno, a seguito di una promozione del padre, ufficiale nazista, viene costretto a lasciare la città e tutti i suoi amici per trasferirsi in una casa di campagna. Improvvisamente catapultato in una vita monotona e solitaria, circondata solo da domestici e soldati affiliati al padre, il ragazzino inizia ben presto ad esplorare i dintorni della tenuta, scoprendo che, poco distante, sorge un campo di concentramento, luogo dove si pratica l'eliminazione degli ebrei. Qui conosce Shmuel, un bambino suo coetaneo. Nonostante fra i due vi sia un filo spinato e l'odio insensato indottogli dal padre e dal suo precettore scolastico a dividerli, fra i due ragazzini nascerà una bella e profonda amicizia, che porterà Bruno a superare le recinzioni del campo, a costo della vita.


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